© Mary C.
Un brulichio di vita nel cuore della pianura reggiana
L’oasi Lipu Celestina è un piccolo gioiello di biodiversità di circa 11 ettari. Nata sul finire degli anni '90 grazie al generoso lascito testamentario della socia Maria Celestina Freddi, quello che era un fondo agricolo è stato sapientemente rinaturalizzato in una splendida zona umida. Oggi, grazie a specchi d'acqua e siepi autoctone, l'oasi è diventata un punto di sosta fondamentale per decine di specie di uccelli migratori e un luogo di nidificazione ideale per specie affascinanti come il Cavaliere d'Italia. Un'aula a cielo aperto dotata di capanni di osservazione per riscoprire il valore della natura di casa nostra
Foto di © Mary C.
L'Oasi Celestina: un cuore verde nella pianura reggiana
Nei pressi di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia, si estende l'oasi Celestina: un'area naturale protetta di 11 ettari nata per preservare la biodiversità locale.
La nostra storia: dal sogno alla realtà
L'area protetta nasce negli anni '90 grazie a un nobile gesto: un lascito testamentario di Maria Celestina Freddi, appassionata di natura e socia LIPU, a cui l'oasi deve il suo nome. Quello che un tempo era un comune fondo agricolo è stato radicalmente trasformato in collaborazione con il Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia, oggi Bonifica dell'Emilia Centrale, e grazie al sostegno del Comune di Campagnola Emilia.
Attraverso lo scavo di due bacini collegati ai canali di bonifica e la piantumazione di oltre 5.000 alberi e arbusti, abbiamo dato vita a una rigogliosa zona umida.
Un paradiso per il birdwatching
Inaugurata ufficialmente il 10 maggio 2005, l'oasi è cresciuta nel tempo. Dal 2012, grazie al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), la struttura si è arricchita di un capanno sopraelevato. Oggi l'area offre ai visitatori:
Un centro visite accogliente
Due capanni per il birdwatching
Area pic-nic
Grazie al suo valore ecologico, l'oasi Celestina è entrata orgogliosamente a far parte della rete Natura 2000 nell'ambito del SIC-ZPS IT4030015 Valli di Novellara.
© Alessio Campisi
Un ecosistema in continua evoluzione
Il paesaggio dell'Oasi Celestina si trasforma giorno dopo giorno. Grazie alla crescita spontanea di alberi e arbusti, la vegetazione è in costante evoluzione, tanto che il vecchio terreno agricolo ha ceduto il passo a un fitto intreccio di siepi e macchie cespugliate, mentre canne e altre specie elofitiche colonizzano le sponde dei bacini e del canale.
Ogni ambiente dell'oasi ha le sue specie animali caratteristiche. Gli uccelli sono sicuramente i più facili da osservare e da ascoltare.
Gli uccelli nidificanti
Durante la stagione riproduttiva, i canneti e le zone umide si popolano di vita. Tra le specie di interesse conservazionistico figurano:
Cavaliere d'Italia, Avocetta e Sterna comune, tutte nidificanti sugli isolotti o sul limo affiorante nei bacini acquiferi. Inoltre, pur irregolarmente, nei canneti può nidificare anche il Tarabusino, un piccolo airone recentemente in generale diminuzione. Anche la Folaga, con poche coppie, nidifica nei laghi, mentre irregolare è il Tuffetto. Passeggiando lungo i sentieri in primavera, è facile ascoltare i canti di Usignoli, Merli, Capinere e Colombacci, tutti nidificanti nella circostante vegetazione arborea e arbustiva. Le Cannaiole comuni e verdognole frequentano invece soprattutto i canneti e la fitta vegetazione dei fossi e dei canali. Una recente novità è rappresentata dalla Tortora selvatica, nidificante con poche coppie.
Una sosta strategica per le migrazioni
Nei periodi del passo migratorio l'oasi Celestina diventa un vero e proprio "autogrill della natura", offrendo cibo e riparo a specie rare e affascinanti di passaggio.
I Limicoli (amanti del fango e rive dolcemente degradanti):
Nelle acque basse e sulle sponde fangose si possono osservare il Beccancino, la Pavoncella, il Corriere piccolo e grosso, Piro piro culbianco, boschereccio e piccolo, Pantana, Totano moro, Combattente, Piovanello pancianera. Più rare sono la splendida Pittima reale, il Gambecchio, il Chiurlo maggiore, il Piovanello comune
I Signori del cielo (I Rapaci):
L'oasi è anche un territorio di caccia ideale per i predatori alati. Alzando gli occhi al cielo o appostandosi nei capanni, è possibile avvistare oltre alle comuni Poiane e Gheppi, anche Falchi di palude e Sparvieri. Occasionalmente capitano Nibbio bruno e reale, Falco pescatore, Lodolaio e Albanelle.
Curiosità
Durante i primi giorni dell'autunno 2017, l'oasi ha eccezionalmente ospitato un Luì scuro, specie nidificante della Siberia orientale e svernante nell'Asia meridionale, che in migrazione capita, in piccolo numero, anche in Europa occidentale. Altre rarità, ovvero specie avvistate una sola volta, sono il Gabbianello, il Gabbiano corallino, il Chiurlo piccolo, il Pettazzurro, l'Averla maggiore.
Sabato e Domenica: aperta al pubblico con orari variabili a seconda della stagione (si prega di contattare il Responsabile).
In settimana: visite possibili esclusivamente su prenotazione.
Scuole e Gruppi: visite possibili in qualsiasi giorno della settimana, previo accordo con il Responsabile dell'Oasi.
Via Reggiolo
42012 Campagnola Emilia (RE)
Foto di © Mary C.
Norme di comportamento nell'Oasi
Per garantire la tranquillità degli uccelli migratori e preservare la delicatezza della zona umida, chiediamo a tutti i visitatori di rispettare queste semplici regole
Massimo silenzio: evita schiamazzi, rumori molesti o l'uso di suonerie dei telefoni, specialmente in prossimità dei capanni di osservazione.
Rispetto nei capanni: entra e muoviti all'interno dei capanni di birdwatching con calma e discrezione, senza sporgerti eccessivamente dalle feritoie per non spaventare l'avifauna.
Resta sui sentieri: non abbandonare mai i percorsi tracciati e le schermature in legno per evitare di calpestare la flora spontanea e i nidi a terra.
Cani non ammessi (o solo al guinzaglio corto) [Nota della Lipu: Nelle zone umide e nei capanni di birdwatching la presenza dei cani spesso non è consentita per non allarmare l'avifauna, oppure è limitatissima.].
Niente rifiuti: porta sempre a valle i tuoi rifiuti; l'oasi non è dotata di cestini per evitare che gli animali selvatici ne vengano attratti.
Fotografia etica: è vietato l'uso di richiami acustici (piani o digitali) o droni per avvicinare o fotografare gli animali.
Grazie!